Alla Barchesa di Villa Quaglia, dal 13 al 23 dicembre, si rinnova l’appuntamento con l’arte che, come da tradizione, chiude l’anno con il Calendario Arte Fiera Dolomiti 2026.
In questa occasione, la suggestiva Stanza Rossa ospiterà anche la mostra personale di Elio Padovan, dal titolo Architetture Impossibili, un percorso visionario che dialoga con la collettiva.
Gli artisti presenti appartengono alle nuove generazioni emergenti, affiancati da numerosi maestri che hanno segnato l’arte del secondo Novecento, tra i quali troviamo Yvan Beltrame e Ferruccio Gard, Vico Calabrò e Lele Vianello.
Particolare rilievo sarà dato alla scultura, con opere di grande pregio: dai maestri Augusto e Franco Murer, veri e propri “padrini” della rassegna, fino ai talentuosi scultori del legno emergenti, capaci di reinterpretare con freschezza e originalità una tradizione secolare.
ARTISTI IN CALENDARIO – Augusto Murer, Yvan Beltrame, Ferruccio Gard, Franco Murer, Vico Calabrò, Barry Bona, Angela Maria Scarparo, Gabriella Brunetta, Carla Cecchin, Rodolfo Dalle Feste, Giulia De Serio, Divina, Elisabetta Maresio, Luciano Meggiarin, Elio Padovan, Toni Venzo, Nadia Zanatta, Matteo Zeni.
ALTRI ARTISTI IN MOSTRA – Giovanni Barbisan, Bruno Cassinari, Antonio Corpora, Piero Dorazio, Omar Galliani, Renato Guttuso, Walter Marin, Matteo Massagrande, Giuseppe Migneco, Francesco Piazza, Gina Roma, Erneto Treccani, Lele Vianello, Francesco Volpato

DAL 13 AL 23 DICEMBRE 2025
Inaugurazione sabato 13 dicembre alle ore 17.30
ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO
Da martedi a domenica
dalle 15.30 alle 19.30 – Chiuso il Lunedì
EVENTO COLLATERALE – 19 DICEMBRE ALLE ORE 20.45











Elio Padovan, “Architetture dell’Impossibile” – nella Stanza Rossa










Tiziano Toscani, “Il diavolo in Mesopotamia” – conferenza
Tiziano Toscani ci presenterà un’estensione del suo lavoro iniziato ai tempi dell’Accademia di Belle Arti di Venezia inerente alla nascita e sviluppo dell’immagine del diavolo dal punto di vista storico e artistico. La conferenza presenterà un’analisi di alcune divinità mesopotamiche legate alle potenze ipoctonie a carattere demoniaco, che per il loro aspetto e funzioni possono
essere comparate e assimilate a quella figura che nella nostra cultura viene vista come il Diavolo. Quello che eccezionalmente esporrà sarà una raccolta di sculture, bassorilievi, sigilli cilindrici ed infine, alcuni esorcismi incisi su tavolette di argilla, il tutto con la finalità di mettere in luce l’aspetto del diabo lico, a conferma di tesi sostenute, dal periodo sumerico protodinastico, passando per la civiltà babilonese fino al periodo neoassiro.







